17 ottobre 2018

Parcheggi riservati

Informativo, franco e diretto e un po’ provocatorio: i cartelli che ci piacciono.
Triste dover dare una spiegazione, certo. 
Però molto meglio di "Vuoi il mio posto? Prendi il mio handicap!", che evoca uno spauracchio, oppure di "Parcheggia col cuore! ", che è sommerso di miele.

(Foto scattata da Simona Mandrino in un paesino nel Roero, provincia di Cuneo)



5 ottobre 2018

I bambini e la disabilità

Sento dire spesso che i bambini sanno essere spietati con chi è "diverso". In particolare sento dire che i bambini sono schietti e non la mandano tanto a dire per quanto riguarda la disabilità.
Nella mia esperienza di persona che gira in carrozzina elettrica, io questa spietatezza non la vedo.
Ho invece spesso modo di vedere, dei bambini, lo sguardo puro, tipico di chi osserva il mondo con occhi estasiati.
Soprattutto nei bambini piccoli, in età da scuola dell'infanzia, la mancanza di sovrastrutture è tangibile, e nonostante la veda spesso, a volte mi sorprende.
I bambini non hanno avuto il tempo di sviluppare certi stereotipi, e nei confronti della carrozzina provano ammirazione e fascino. Non sono solo affascinati dai meccanismi di come si guida: loro vorrebbero la mia carrozzina, vorrebbero farci un giro sopra. E lo esprimono ad alta voce, mettendo in imbarazzo alcuni genitori, facendone ridere divertiti altri.
I bambini piccoli non hanno fatto esperienza del carico di giudizi negativi, dell'aura di paura e di tristezza che ruota intorno alla carrozzina, e la vedono come quella che è: un mezzo motorizzato, collegato alla velocità, alla libertà, e potenzialmente al divertimento.
E allora scattano le tipiche frasi, spesso urlate tirando il braccio ai genitori:
"La voglio anche io"
"Una poltrona con le ruote! "
"Papà, guarda come va veloce! "
E "Mamma, me la compri?", che mi fa sempre ridere.
Tristezza, compatimento e imbarazzo si vedono solo negli sguardi di (alcuni) adulti.
[Maria Chiara]
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