1 maggio 2015

Breve compilation di domande tipiche rivolte a chi è in carrozzina

Girare con una carrozzina significa esporsi a tutta una serie di comportamenti strambi e domande bizzarre (perlopiù fuori contesto) da parte dei “normodotati” (lo metto tra virgolette perché sinceramente mi fa un po' senso questa parola. No, veramente, non mi ci sento a mio agio. Sarà quel “dotati” che rimane ambiguo...! Però devo ammettere, mio malgrado, che è utile, perché dire “i non disabili” a volte risulta cacofonico).



Di queste domande ricorrenti, solo un 20 per cento si può considerare davvero offensivo, mentre il restante 80 per cento è motivo di grasse risate, perché fornisce abbondante materiale di presa per il culo del “normodotato”. Non c’è alcun bisogno che il disabile si sforzi per trovarsi in situazioni favorevoli al proliferare di queste domande. Non deve fare nulla di particolare se non le cose di tutti i giorni, stando sulla sua carrozzina. É possibile collezionarle piuttosto velocemente, la loro insorgenza è del tutto imprevedibile e possono capitare in qualunque momento e in qualunque situazione, dalla sala d’aspetto del dentista al primo incontro con una nuova insegnante, a una conversazione con un compagno di corso. Devo quindi condividere con voi tutto questo ben di Dio.

Puoi mangiare tutto?

Non so perché, ma questa è ormai un classico. Ritorna con regolarità da parte di persone che mi conoscono poco, come se davvero quasi si aspettassero una risposta del tipo: “No, siccome sono disabile il medico mi ha severamente vietato il cibo-spazzatura” o “Eh no, purtroppo devo seguire una dieta molto ristretta a base di riso bollito, spinaci e ravioli cinesi”. Sembra intrigarli.

Puoi bere alcol?

Anche questa non me la spiego. Non so, qui forse c’è dietro l’idea che l’assunzione di alcolici contrasti con le medicine che, presumibilmente, prendo a palate. Perché i disabili prendono sempre un sacco di medicine, no? La variante implicita e “muta” di questa domanda consiste nel versarmi con espressione dubbiosa a malapena due dita di spumante.

Ti dà fastidio la musica alta?

Insieme alle prime due chiude la triade di domande che sottintendono tutte l’idea per cui essere disabile equivale ad essere malato. Ogni tanto qualcuno di nuovo se ne esce con frasi che danno voce ai propri dubbi e preoccupazioni in merito al rapporto tra le mie orecchie e qualunque musica superi i decibel di un normale sottofondo da ristorante. Compresi un paio di buttafuori di pub che si sono rifiutati (!) di far entrare me e Elena nel loro locale.

Riesci a scrivere?

Questo quando va bene. Perché molto più spesso capita che le persone passino direttamente il foglio da firmare – o quello che é –  a chi mi accompagna, guardandoci con aria spaurita ed esitante. Perché si sa, chi è in carrozzina non riesce a scrivere. Ho perso il conto degli insegnanti che davano per scontato che gli appunti li prendesse la mia assistente. In certe patologie che portano a usare la carrozzina effettivamente scrivere – perlomeno nel modo tradizionale – risulta impossibile. Ma perché darlo così per scontato? Evidentemente il “rischio” di avere da parte del disabile una risposta tipo “No, non ci riesco” fa tanta paura, non rendendosi conto che il contrario, ovvero dare per scontato che un disabile possa fare qualcosa, non é affatto imbarazzante, anzi…

Lei lo vuole il menu? (cameriere rivolto al mio accompagnatore, riferendosi a me)

Molto più spesso della domanda esplicita, in realtà, succede che il menu non mi venga affatto messo davanti. Come per la situazione precedente, anche qui vale il principio per cui il cameriere solitamente preferisce dire tra sé “Oddio, alla ragazza in carrozzina non lo lascio. Metti che è ritardata e non sa leggere, e io che figura ci faccio?” invece di un più sano “Oddio, alla ragazza in carrozzina lo lascio. Altrimenti, metti che non è ritardata e sa leggere, e io che figura ci faccio?”

Ma tu come fai ad andare in bagno?

Un classico esempio di come la curiosità possa essere più forte dei limiti che ci impongono la decenza e il riserbo. Probabilmente quelli che fanno questa domanda in quel momento devono odiarsi, ma il fatto è che proprio non resistono. Il pensiero che stanno per scoprire le mille circonvoluzioni che fa questa strana creatura su quattro ruote per andare a fare pipì li solletica troppo. Sembra essere una delle curiosità maggiori che i “normodotati” possano avere nei confronti dei disabili, probabilmente seconda solo a “Come diavolo faranno i disabili a fare sesso?”.




2 commenti:

  1. Quando ho detto ad una conoscente che avevo un tumore...lei mi ha chiesto: "COME MAI?" C.O.M.E......M.A.I.!?!?!? :-/ Non ho parole..... BELLA DOMANDA..... :*

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    1. La gente a volte dà il peggio di sé. É come se di fronte a certe situazioni non si regolassero più. Non hanno più freni, o il senso della decenza, o il normale riserbo che hanno di solito... qualche volta sembra esserci anche un calo improvviso delle facoltà intellettive ;)

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